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01.01.2026
 
Questa guida introduttiva è pensata e strutturata principalmente per aiutare chi si sta iniziando o ha da poco iniziato questo tipo di collezione; la speranza è però che anche alcuni collezionisti che oramai si considerano “Esperti” possano trovarvi nuovi spunti per successivi approfondimenti.
   

In molti collezionisti e appassionati di materiale militare può sorgere spontanea una domanda:

Perchè iniziare una collezione riguardante le "ex munizioni"?

 

Iniziamo col dire che in Italia, nel panorama delle collezioni a carattere militare, quella di munizioni per diversi fattori tra cui la legislazione che era molto restrittive e poco chiara  non ha mai goduto di un grosso seguito.
Al contrario, in molte nazioni estere quali Germania, Inghilterra, Francia
soprattutto negli Stati Uniti essa ha sempre goduto di una fortissima popolarità.
Non è casuale che nella formulazione della domanda io abbia scritto "ex munizioni". Il motivo di tale specificazione va ricercato nel fatto che, per legge, in Italia non è possibile richiedere una licenza per collezione di munizioni, in quanto questa non è prevista nella nostra legislazione.
A meno che non si voglia rimanere nei termini previsti dalla legge per il quantitativo che è lecito possedere (in Italia, si possono detenere 
fino a 1.500 cartucce per fucile e fino a 200 per per arma corta, con necessità di denuncia all'Autorità di Pubblica Sicurezza per entrambe le categorie, ma con un'eccezione per le cartucce a pallini, non denunciabili fino a 1.000 pezzi. Le munizioni a salve sono soggette ad obbligo di denuncia solo se destinate ad un'arma vera, e pertanto in questo caso fanno cumulo con le normali munizioni.

Occorre però ricordare che nel limite di 5 kg di polvere da sparo che è possibile detenere concorre anche quella contenuta nelle cartucce stesse). la nostra collezione dovrà essere composta da palle, bossoli e inneschi anche se assemblati, purché privi della carica di lancio (polvere).

Occorre poi specificare che è proibito detenere le seguenti categorie di munizioni:
  • Munizioni da guerra, sono quindi vietate tutte le cartucce, i proiettili o i bossoli destinati esclusivamente all'uso con armi da guerra (Armi di ogni specie con "spiccata potenzialità di offesa" destinate all'impiego bellico).
  • Munizioni con proiettile con nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione, autopropellenti, in quanto classificate come munizioni da guerra o a uso esclusivamente militare che non possono essere detenute dai civili.
A questo proposito credo sia opportuno ribadire che il calibro 9x19 Parabellum prima considerato da guerra dal 2022 è stato legalizzato per il mercato civile italiano, mentre quest'anno (2025) lo è stato il 12,7x99 mm Browning (.50 BMG)
 

Da anni sussiste poi una diatriba sul fatto che i bossoli debbano o no essere forati.

Non esiste nessuna normativa vigente che prescriva la loro foratura o che descriva l'eventuale procedura per renderli inerti (cosa che invece avviene in modo chiaro per le armi).

Occorre comunque  essere molto accorti durante l'acquiso effettuato presso collezionisti o pseudo tali, e a maggior ragione bisogna porre attenzione alle occasioni presenti in internet (per fare un esempio, l'acquisto di munizioni, non inertizzate, i in Svizzera pre-configurerebbe non solo la detenzione abusiva, ma anche il traffico internazionale d'armi).

In tutti questi casi, nella vostra richiesta specificate sempre che volete solo ed esclusivamente materiale inerte inoltre, quando acquistate dei presso fiere e mercatini, non date sempre per scontato il fatto che si tratti di munizioni inerti, cercate sempre di controllare il materiale che vi capita tra le mani onde evitare spiacevoli conseguenze.

 
Tornando alle motivazioni che possono indurre ad iniziare la collezione di munizioni, credo che il fattore principale possa essere il fascino emanato da questi oggetti sia per la loro compessità tecnica che per la loro storia. Altro fattore che potrebbe indirizzare il collezionista verso questa specializzazione, potrebbe essere quello riguardante lo spazio occupato dalla stessa (a meno che non si tratti di collezioni eccezionali che possono arrivare ben oltre i 5.000/ 10.000 pezzi come quelle di alcuni, invero molto pochi, collezionisti in Francia e negli USA ) Per ultimo cito un fattore, spesso trascurato, che differenzia il vero collezionista dal semplice raccoglitore di qualsiasi tipo di materiale: in questo campo, fino ad oggi poco è stato scritto e questo è ancor più vero se si parla della nostra nazione. Date le infinite varianti dovute al calibro, al tipo, alla nazione produttrice, all'anno di produzione ed alla miriade di esperimenti che si sono avuti, resta ancora moltissimo da studiare e descrivere; le scoperte, anche di un certo rilievo, che in altri campi oramai non sono più possibili, nel nostro caso sano alla portata di molti. Nel nostro settore non esistono esperti a 360°, ci sono sicuramente delle persone ferrate su alcuni argomenti, ma, per portare un esempio, il solo studio della cartuccia 7,92 x 57 Mauser, ristretto alle sole versioni adottate dalla Germania nelle due Guerre è ancora al di là dall'essere completato. Se questa è la situazione per uno dei calibri più conosciuti e diffusi, immaginate quale sia la conoscenza delle versioni e dei loro produttori per calibri adottati da una sola piccola nazione e per giunta rimasta in uso per un breve periodo. Se per le munizioni tedesche si hanno dati molto precisi e con buona presenza di disegni tecnici, lo stesso non si può dire ad esempio per la produzione italiana. Fino a pochi anni fa, a causa delle normative allora vigenti, era considerato reato il solo possesso di un bossolo ancorché scarico, questo ha fatto sì che buona parte del materiale, soprattutto di tipo bellico, sia andato perso o distrutto. Le armi da caccia, contrariamente a quanto avviene in altre nazioni, non potevano avere calibri corrispondenti a quelli “militari” (come si possa poi definire un calibro “militare” per me resta ancora un mistero, dato che può esserlo nella nostra nazione ma non in altre, come nel caso del famigerato 9 x 19 Parabellum, oppure possono sussistere calibri come .223 il .308 che sono usati su armi militari solo cambiando la denominazione rispettivamente in 5,56 NATO e 7,62 NATO). Per questo, in Italia tutti i calibri militari non potevano che essere appannaggio delle forze armate. A questo va aggiunto che ad oggi quasi tutte le case produttrici di munizionamento in Italia hanno via via chiuso i battenti, nella maggior parte dei casi distruggendo sia i dati di produzione sia disegni originali, mentre quelle esistenti o convertitesi ad altra produzione difficilmente accettano la seccatura di volere aiutare chi sta fondamentalmente parlando della loro storia.
   
 Esiste un solo tipo di collezione?  
Il neofita sicuramente tenderà a collezionare ogni calibro e tipo di munizione gli capiterà tra le mani; poi, con il passare del tempo, si renderà conto dell'immenso numero di cartucce esistenti. Per fare meglio comprendere ciò, porterò un esempio fatto sulla 7,92 x 57 Mauser. Di questa cartuccia solo nel periodo riguardante la seconda guerra mondiale sono stati prodotti almeno 110 tipi diversi, ora se si moltiplica la cifra per 30 calcolando che all'incirca solo il 30 % delle oltre 100 fabbriche impegnante nella produzione per i Tedeschi abbiano prodotto tutti i modelli e moltiplichiamo il totale per i 6 anni di guerra si avranno almeno 20.000 tipi di cartuccia diversi uno dall'altro. Si pensi pero che tale cartuccia è stata prodotta dal 1888 ad oggi in decine di stati con le loro varianti, con quest'esempio spero di avervi dato almeno un'idea di quanto vasto può essere il campo d'azione di un collezionista. XX

 
Ma quali sono allora i tipi di collezione che ognuno di noi può intraprendere?

Qui di seguito ho creato una tabella con i vari tipi possibili di collezione ed i loro pro e contro sperando di essere d'aiuto a chi dovesse prendere tale decisione. Ciò non toglie che molti collezionisti, me compreso, nel tempo abbiano mutato la tipologia della loro collezione vuoi per un cambiamento di gusti, vuoi per un sopraggiunto nuovo interesse.

A mio avviso, onde evitare con l'aumentare della vostra collezione di non capire più se i vostri pezzi sono stati scaricati o no, sarà meglio, prima di rimontarli, inserire al loro interno una sferetta tratta da qualche vecchio cuscinetto o una pallina di quelle utilizzate per il soft-air, così facendo sbattendola potrete subito capire o fare capire se sia stata scaricata oppure no.

     
Tipi di collezione Esempio   Pro   Contro
Generale non si basa su nessun particolare criterio xx rende la collezione visivamente importante ed è facilmente ampliabile in poco tempo con costi estremamente contenuti xx non da soddifazine dal punto di vista dello studio dei pezzi può portare alla ricorsa di tuttto il materiale che ci passa tra le mani
           
Per tipologia costruttiva fuoco centrale, fuoco anulare...   utilizza un preciso criterio scientifico
per molte tipologie è di dimensioni vastissime per cui difficilmente praticabile
           
Per calibro un singolo calibro (es. 9 Para, 7,9 Maser, etc...) in tutte le sue varianti  
una delle più seguite dagli esperti molto interessante per lo studio e la ricerca
per alcuni calibri diventa difficile la ricerca di nuovo materiale con costi conseguentemente elevati
           
Per tipologia di utilizzo per tipo di utilizzo (militare, di polizia, da caccia, aeronautico...)   utilizza un preciso criterio scientifico, ma spesso è dettata dal sentimento è di difficilissima realizzazione date l'enorme numero di calibri per nazione esistenti
           
Per nazione solo le cartucce Italiane   Una delle più seguite dagli esperti è molto interessante per lo studio e la ricerca non presenta grosse difficoltà tranne che nel reperimento di pezzi estremamente rari che sono conseguentemente molto costosi
           
Per periodo solo le cartucce utilizzate durante la WWI oWWII, etc...   utilizza un preciso criterio scientifico ed è di norma molto appagante
estremamente vasta necessita di ricerca e studio costanti e impegna finanziariamente nella ricerca dei modelli più rari
           
Per tipo di cartuccia solo le carucce a salve o da esercitazione di tutti i calibri e tipi   utilizza un preciso criterio scientifico ed è interessante per lo studio e la ricerca, da molte soddisfazioni ed è poco seguita dalla massa dei collezionisti
estremamente vasta necessita di ricerca e studio costanti e impegna finanziariamente nella ricerca dei modelli più rari
           
Speciali solo le cartucce per armi silenziate  
vedi precedente
molto costosa necessita di conoscenze approfondite e di molto tempo libero per lo studio e la ricerca
           
Prototipi solo le cartucce sperimentali   utilizza un preciso criterio scientifico è estrememente interessante per lo studio e la ricerca molto costosa necessita di conoscenze approfondite e di molto tempo libero per lo studio e la ricerca
           
Mista
nella quale vengono sommati due o più criteri ad es. le mauser 7,92 Tedesche della WWII
 
si tratta dela scelta obbligata per il collezionista avanzato, da molte soddisfazioni senza portare, se non in casi estremi, ad un impegno prolungato
bisogna porsi degli obbiettivi precisi per non inseguire materiale estremamente raro che può avere prezzi elevati
   
Dov'è possibile acquisire nuovi esemplari?  

A questo punto sorge spontanea una domanda: dov'è che i collezionisti possono trovare nuovi esemplari, per iniziare una collezione o accrescere quella esistente?

Le fonti possono essere le più disparate; alcune sono già state ricordate, come le fiere o i mercatini, altre possono essere i collezionisti “di vecchia data” che dispongono spesso di duplicati per lo scambio o le associazioni di collezionisti. Tra queste vanno sicuramente ricordate l'ECRA ( European Cartridge Research Association ) Europea e l'americana IAA ( International Ammunition Association ) più comunemente nota come Cartridge Collectors Organization.

Altre fonti oramai insostituibili sono le aste on-line, sia specializzate sia generiche, anche se spesso vi si possono trovare prezzi ben al di sopra delle reali quotazioni, visto che di norma sono le prime che i neofiti consultano nelle loro ricerche. Se si acquista all'estero occorre ricordare che non si possono acquistare munizioni cariche. Purtroppo dopo l'11 Settembre dagli stati uniti non può essere spedito nessun tipo di munizione, comprese quelle da esercitazione (inert)

 
   
I ferri del “Mestiere”  
 

Naturalmente, come tutti gli hobby anche il nostro richiede una seppur minima attrezzatura iniziale naturalmente scelta sia in base al livello del proprio interesse che alla capacità delle proprie tasche.

 

Qui di seguito potrete vedere un elenco degli strumenti base indispensabili:

 

•  una buona fonte d'illuminazione

•  una buona lente di ingrandimento

•  due piccoli magneti, uno molto potente l'altro più debole

•  un calibro manuale 

•  pennarelli (le cartucce in ottone non si rovineranno scrivendoci sopra e sarà sempre possibile     togliere la scritta)

•  un quaderno (per iniziare a catalogare i pezzi segnandone i dati salienti)

•  un martello cinetico

•  degli attrezzi da dentista (se avete qualche amico nel settore potete chiedere a lui quelli ormai     obsoleti che nel nostro caso per pulire le cartucce andranno benissimo).


A questi, un collezionista evoluto dovrà nel tempo aggiungere:

 

•  un calibro digitale con lettura in pollici e millimetri

•  una bilancia con almeno due decimali dopo la virgola.

•  un martello cinetico.

•  una macchina fotografica digitale a buona risoluzione.

•  uno cavalletto per la stessa

•  uno scanner piano

•  una fonte d'illuminazione a fibre ottiche

Materiali e prodotti utili:

 

•  guanti di gomma

•  occhiali protettivi

•  lana di bronzo

•  cera lucidante e protettiva

•  prodotti disossidanti

•  acetone o diluenti industriali

•  acido ascorbico (disponibile da negozi di medicina) o aceto bianco

•  asciugamani o stracci vecchi

•  rotoli di carta per cucina

•  batuffoli di cotone per cosmetici

•  cotton fioc

Ma a cosa serviranno e come andranno utilizzati i nostri attrezzi e prodotti?

  • Una buona fonte d'illuminazione evidentemente sarà fondamentale nel nostro lavoro, ma ricordate che la migliore resta sicuramente quella solare.
  • Una buona lente d'ingrandimento servirà per notare i particolari della cartuccia e a riconoscere più facilmente i marchi.
  • Due piccoli magneti, uno molto potente l'altro debole saranno invece utili nel primo caso a capire se il nucleo della palla è in acciaio, nel secondo invece a trovare se all'intero della stessa vi sia un piccolo nucleo costruito in materiale ferroso e rivestito da materiale che non lo è, Nei casi estremi si potrà ricorrere ad una radiografia presso il solito amico dentista, radiografando più pezzi contemporaneamente per contenere i costi.
  • Un calibro fornirà immediatamente le misure reali atte a riconoscere il calibro del pezzo allo studio.

       •  Una bilancia con almeno due decimali dopo la virgola ci permetterà di valutare i pesi e nell'eventualità confrntarli con i dati conosciuti

  • Pennarelli indelebili serviranno per annotazioni e per denominare le cartucce in ottone che non si rovineranno (inoltre sarà sempre possibile togliere la scritta, attenzione al tipo d'inchiostro)
  • Un quaderno servirà inizialmente per catalogare i pezzi segnandone i dati salienti, poi occorrerà passare sicuramente ad un PC.
  • Un martello cinetico sarà utilissimo per scaricare eventuali pezzi ritrovati senza rovinarli ed in assoluta sicurezza.
  • Degli attrezzi da dentista andranno benissimo per pulire le cartucce da eventuali incrostazioni.
  • Una macchina fotografica digitale a buona risoluzione ci fornirà non solo un archivio visivo dei nostri pezzi che così potranno essere manipolati il meno possibile, ma ci permetteranno di farli riconoscere ad altri.
  • Una fonte d'illuminazione a fibre ottiche sarà utilissima per ispezionare l'interno dei bossoli per valutarne lo stato o riconoscere di che tipo sia l'innesco in base alla sua foratura.
  • Guanti di gomma e occhiali serviranno evidentemente come protezione dei prodotti chimici o dagli attrezzi utilizzati mentre lana di bronzo, cera lucidante e protettiva, prodotti disossidanti, acetone o diluenti industriali, acido ascorbico (disponibile da negozi di medicina) o aceto bianco, asciugamani o stracci vecchi, rotoli di carta per cucina, batuffoli di cotone per cosmetici e Cotton fiock saranno utilizzati nella pulizia, ricordando che quando si tratti di prodotti chimi si dovrà porre estrema attenzione e l'utilizzo dovrà avvenire in luoghi ben ventilati

Manutenzione e pulizia delle cartucce

Come in tutti i campi del collezionismo, anche in quelli non prettamente militari, anche nel nostro è possibile trovare delle distinte e a volte opposte filosofie.

Mentre una auspica che le cartucce vadano lasciate allo stato naturale in cui sono state trovate per avere un maggior contenuto storico nella propria collezione, la seconda, con cui personalmente concordo, reputa che le cartucce vadano immediatamente pulite per preservarne le caratteristiche nel tempo e per valorizzarne i dettagli (colori, marchi, ecc…). Infatti, lo stato in cui si trovano alcuni esemplari non denota affatto la loro vecchiaia è invece molto frequente trovare cartucce che sono in forte stato di degrado solo perché sono state conservate male o sono state ritrovate su terreni fortemente corrosivi.

 

Come collezionisti è sempre bene ricordare che siamo depositari di beni storici che vanno preservati al meglio per permettere alle generazioni future di poter capire chi e cosa li abbia preceduti, nostro compito è quindi quello di portare alle migliori condizioni gli esemplari in nostro possesso e di conservarli nelle migliori condizioni.

 

Oltre a questo, alcuni si dedicano anche al loro studio cercando materiale e notizie, per dare anche agli altri collezionisti la possibilità d catalogare esemplari che altrimenti rimarrebbero sconosciuti.

Ritengo sia opportuno tenere alcuni doppioni nelle condizioni di ritrovamento per aggiungere pathos alla nostra collezione.

Nella pulizia dei nostri esemplari sarà importantissimo operare per gradi, utilizzando per primi i metodi meno incisivi per poi passare a quelli più "pesanti" onde evitare di rovinarli spesso irreparabilmente.

Quando l'ossidazione è molto avanzata, per le cartucce in ottone,  si può tentare di utilizzare, con molta cautela, una soluzione d'acido solforico diluito in acqua al 10 o 30%, cercando di evitare di distruggere vernici, colorazioni o marche presenti sulle stesse (una volta per ottenere il medesimo risultato si usava una soluzione d'aceto, acqua e sale; nel caso in cui doveste adottare per prova questo sistema, attenzione ad usare aceto bianco, perché il rosso macchierebbe le vostre cartucce).

Alla fine di queste operazioni alcuni collezionisti amano passare una leggera mano di vernice sulle cartucce in ottone per evitarne l'ossidazione. Personalmente, come la maggior parte dei collezionisti, ritengo che così facendo si alteri la natura stessa della cartuccia e per questo sconsiglio vivamente questa pratica.

Nella pulizia bisogna porre molta attenzione ad alcune particolarità riguardanti alcuni tipi di cartucce, onde evitare di rovinarle irreparabilmente.

Se invece l'esemplare nelle vostre mani è in ottone ed è sporco di terra e grasso, cosa che accade spesso con le cartucce il cui proiettile è del tipo a lubrificazione esterna, conviene ripulirle con uno straccio o flanella, al limite inumidito leggermente con benzina o solvente di tipo industriale.

Molte cartucce prodotte fino alla fine del 1800 presentano della carta avvolta alla base della palla e infilata all'interno del bossolo: in questo caso si deve prestare la massima attenzione a non rovinare la stessa.

Cartucce tedesche in ferro e placcate rame o verniciate, se pulite o immerse in liquidi acidi o corrosivi, perdono immediatamente la loro peculiare verniciatura o placcatura rendendo privo di valore l'esemplare trattato. Non incorrete inoltre nell'errore di volere tenere a tutti i costi cariche questo tipo di cartucce: oltre a trovarvi “fuori legge”, potreste avere tra qualche anno la sgradita sorpresa di trovarle forate dall'interno a causa del tipo di polvere molto corrosiva usata nella loro fabbricazione (un simile problema si può riscontrare anche sulle 8 Lebel Francesi).

Le cartucce con bossolo in ottone possono essere pulite con lana di bronzo (che essendo un materiale più malleabile dell'ottone non lo righerà).

In seguito si potrà ripassare le stesse con una cera di quelle normalmente in commercio che, oltre a lucidarle, le preserverà dall'ossidazione per lungo tempo.

Nel caso in cui si volesse porre una scritta direttamente sul bossolo, fatelo con appositi pennarelli il cui inchiostro potrà essere tolto con acetone, evitando etichette che difficilmente rimovibili, potrebbero rilasciare acidi che andranno a corrodere i pezzi.

Cercate di non immagazzinare le cartucce direttamente nei cassetti per evitare che rotolando si possano rovinare; attenzione poi agli armadi di legno: il rilascio di alcune sostanze usate nella verniciatura, a lungo termine potrebbe creare seri danni.

Le cartucce placcate rame spesso patiscono pesantemente la corrosione. Dopo averle pulite, lucidatele con stracci puliti e inceratele leggermente.

Registrazione degli esemplari

Credo che solo nella malacologia (studio delle conchiglie) tra le innumerevoli tipologie di collezionismo, sia così fondamentale la registrazione attenta e puntuale dei dati. I motivi sono molteplici:

•  il numero degli esemplari che potrà raggiungere la nostra collezione.

•  i diversi calibri esistenti

•  i diversi tipi esistenti

•  le diverse nazionalità

•  le molteplici fabbriche produttrici

•  le molteplici nazioni utilizzatrici

•  i diversi anni di produzione

•  i diversi lotti di produzione

•  i diversi materiali

•  i diversi inneschi

•  le diverse palle

 

Come si può ben intuire le variabili sono pressoché infinite, di conseguenza occorre immagazzinare tutti questi dati nel modo più organico possibile.

Oggi, per nostra fortuna, esistono strumenti informatici ed elettronici di altissimo livello che possono aiutarci in questo arduo compito. Il computer con le sue innumerevoli applicazioni, lo scanner e le macchine fotografiche digitali fanno parte oramai del corredo di molte tra le nostre abitazioni.

Inoltre, se non volessimo o fossimo in grado di creare una nostra banca dati personale, ne esistono di già pronte in commercio.

Sarà inoltre fondamentale sapere dove, da chi, a che prezzo e le particolarità del pezzo che abbiamo ritrovato o acquistato.

Per gli iscritti al CESIM esiste poi un database scaricabile gratuitamente

Valore e falsi

L'interesse per il collezionismo è crescente: di conseguenza, come in tutti i mercati, aumentando la richiesta ed essendo oramai in calo l'offerta di buoni pezzi, i prezzi dovrebbero sicuramente subire degli aumenti con il passare degli anni.

In realtà, da qualche anno i prezzi hanno subito un'impennata ingiustificata: cartucce che sul mercato dei collezionisti seri si trovano al valore massimo di un euro, spesso sono battuti all'asta o venduti nei mercatini a prezzi iperbolici. Consiglio quindi, prima di ogni acquisto, di controllare bene il mercato e se possibile informarsi da persone orami “esperte” del settore. E' altresì vero che all'improvviso potrebbero essere ritrovati quantitativi enormi di munizioni, prima ritenute rare, ma si tratta di casi sporadici e in gran parte concernenti il materiale utilizzato durante l'ultimo conflitto mondiale.

Capitolo a parte meritano i falsi, una volta impensabili in questo settore e oggigiorno, con l'aumento dei prezzi, sempre più presenti. Se da un punto di vista tecnico non è semplice produrre un bossolo od una palla camiciata, dall'altro inserire quest'ultima su di un bossolo ad hoc per aumentarne il valore è un gioco da ragazzi. Per non parlare poi di torniture e ricalibrazioni di bossoli: un tipico esempio è quello riguardante la trasformazione di cartucce da manipolazione 7,92 x 57 Mauser in Trolit (materiale plastico) rosso ridotte tramite tornitura a 7,92 x 33 Kurtz aumentandone il valore relativo di almeno una decina di volte.

So molto comuni poi le palle a salve create ad hoc e, in minima parte, le incisioni laser.

Ma come difendersi da simili truffe? Non è sicuramente cosa facile, ma nel caso sopradescritto sarebbe bastato controllare il numero di marchi presente sul fondello. Se vi fossero stati tre marchi non vi sarebbero stati dubbi, ma nel caso invece fossero stati quattro avremmo subito scoperto l'inganno. La conoscenza porta sicuramente a riconoscere i falsi o perlomeno a dubitare delle strane occasioni e coincidenze; sicuramente questo è il motivo per cui sarà fondamentale acquisire più nozioni possibili tramite internet, libri, fiere, visita a musei ma soprattutto con il costante scambio di informazione con altri collezionisti.




ultima revisione 10.11.2018

Molti tra Voi iniziando a leggere questo articolo si chiederanno di quale modello di cartuccia Breda ci accingiamo a parlare.

Partiamo dall'inizio della storia. Una delle curiosità "oplologiche" che avevo sempre avuto, era riferita ad un fantomatico modello di munizione 8 Breda marchiato in modo assolutamente inusuale che si diceva fosse in mano a pochissimi "Eletti" e da alcuni denominato modello "G" da il nome riportato su alcuni disegni della SMI datati 1942

In seguito grazie ad alcuni articoli apparsi su libri e stampa, che avevo fortunatamente potuto leggere, il mistero non solo non era stato svelato ma si era addirittura infittito, per cui ho deciso di studiare attentamente il problema, che a dire il vero iniziava veramente ad "intrigarmi".

Oggi dopo un attenta lettura dei documenti e delle ricerche reperibili e lo studio accurato di un esemplare della stessa, penso di essere riuscito finalmente a fare definitivamente luce sul mistero.

Incominciamo analizzando visivamente la munizione:

Breda Mod. G Tracciante
Breda Mod. 35

Se guardata nella sua globalità, essa si presenta molto simile ad una normale Breda con la colorazione rossa sulla punta della palla tipica dei proiettili traccianti. E' solo osservando il suo fondello che ci si rende immediatamente conto delle anomalie presenti.

Si tratta infatti di un fondello del tipo 1 piatto con la presenza una "P" maiuscola incisa a ore 12 e la data 1941 a ore 6.

Fondello tipo G
Fondello tipo 1
Fondello tipo 2

Sia il tipo di marchi che quello del fondello farebbero pensare ad una cartuccia, sia pur prototipica, prodotta al di fuori degli standard, di norma, utilizzati dalle ditte Italiane Italiane e Tedesche dell'epoca.

Ma torniamo ai fatti.

Fino ad oggi esistevano due teorie che tentavano di spiegare la provenienza di questa cartuccia "anomala":

- la prima sosteneva che il marchio "P" appartenesse alla Polte Armaturen und Maschinenfabrik A.G., Zentrale Magdeburg, che effettivamente era solita marchiare le sue cartucce con tale lettera, ma restava da spiegare come mai non apparissero gli altri due marchi a ore 3 e 6 che definiscono rispettivamente il materiale con cui è stato fabbricato il fondello e il lotto di produzione (di norma si tratta del numero della settimana del anno). Sulle cartucce Tedesche poi, la data non appare mai per intero ed inoltre, di norma, è posizionata a ore 9. Solo la carica propulsiva appariva, nelle foto di un articolo, essere composta da polvere molto simile a quella utilizzata da produttori tedeschi. Restava poi il problema della presenza di un fondellotipo, per spiegare il quale un autore ha ipotizzato l'utilizzo di bossoli costruiti precedentemente al 1941 (ricordo tra l'altro che tale tipo di fondello è stato utilizzato solo fino al 1937 compreso e non fino al 1936 come erroneamente si supponeva). Troppe incongruenze per cui, questa prima ipotesi (che, in mancanza di altra documentazione, inizialmente anch'io avevo considerata come la più probabile ) in definitiva sembra essere scarsamente plausibile.

- la seconda sosteneva invece che la 8 Breda in questione facesse parte di un lotto probabilmente prototipico prodotto dalla SMI ma le prove addotte per spiegare la cosa mi avevano lasciato da subito perplesso. Per iniziare era strano, come già accennato, l'utilizzo per la produzione di bossolame vecchio di 4/5 anni. Altra anomalia era quella dovuta alla mancanza di marchi identificativi del produttore Italiano, unita al fatto che si tratta di una cartuccia tracciante

quindi la la lettera "P" non poteva stare a significare che il pezzo in questione fosse un perforante. Per spiegare poi la produzione da parte della SMI vengono portati ad esempio dei disegni appartenenti alla stessa che sono datati 1942, quindi posteriori alla data indicata sulla munizione, per cui a mio avviso neanche questa era una prova plausibile.

Restava ancora aperta quindi la questione su "chi è stato il reale produttore" ?

La spiegazione a mio parere andava ricercata altrove, e più precisamente tra le montagne dell' Austria.

La ditta fantasma è la Otto Eberhardt Patronenfabrik, Gustloff Werke A.G. (ex  Hirtenberg Patronen-, Zündhütchen- und Metallwarenfabrik A.G.) , sita a Hirtenberg che aveva già usato il marchio "P" per identificare la sua produzione bellica. Ipotesi questa confermata dal maggiore esperto di munizionamento Austriaco ( Col. Josef Motz), che in un suo libro pubblica una copia di un disegno tecnico della Hirtemberger , presso la stessa esisterebbero poi i disegni originali Italiani di una cartuccia 8 mm Breda, che evidentemente furono utilizzati come base per la sua realizzazione in loco.

Ma oltre al marchio, che per altro come già detto fu usato principalmente dalla Polte, esistono altre "prove" che avvalorino la tesi della provenienza Austriaca della nostra famigerata 8 Breda?

Ragioniamo per logica.

Per iniziare, come ben sanno i collezionisti di materiale bellico Italiano, la Hirtemberger ha prodotto, nel periodo tra le due guerre, sia il 6,5 Carcano marchiandolo * 1936 che la 8 Lebel marchiandola nei lotti conosciuti * 1936 e * 1938

 
Hirtemberger Originale  Hirtemberger  Originale  Hirtemberger   Originale  Hirtemberger  Originale

Come si può vedere dalle foto non solo la marchiatura corrisponde sia nei posizionamenti a ore 12 e 6 ma anche nel particolare della data riprodotta per esteso.

Stando a quanto riferisce poi uno degli autori, per la realizzazione dei disegni la SMI utilizzo una modesta quantità di una non precisata cartuccia Mod. 8 H. Secondo me si trattava proprio della cartuccia prodotta dalla Otto Eberhardt Patronenfabrik, Gustloff Werke A.G., Hirtenberger 

Guardando attentamente le precedenti illustrazioni si può notare anche il perchè si sia in presenza di un fondello di tipo 1: semplicemente perchè tutti i modelli di cartucce prodotte per il Regio Esercito dalla Hirtemberger avevano il fondello piatto contrariamente alle originali.

Con questo articolo spero di avere dissipato i dubbi sussistenti su questa "fantomatica" munizione, resta incerta invece la reale esistenza di una cartuccia identica nell'aspetto e che differiva solo per il fatto di mancare della colorazione rossa sulla punta. Tale modello, secondo un autore dovrebbe essere una tracciante perforante ma non essendo in grado di potere analizzarne un esemplare attendo che appaiano documenti certi per stabilirne la reale esistenza.

Potrebbe inoltre darsi il caso che i disegni reperiti, riferentisi ad un modello "G" e tracciati dalla SMI nel 1942, siano stati redatti nel caso in cui si fosse voluta produrre la medesima palla "Austriaca" presso i nostri stabilimenti nazionali.

Chissà che con il tempo non saltino fuori altri documenti che possano aiutarci a risolvere il nuovo mistero...
 
Nuovo aggiornamento 2007
Infatti il tempo ci ha dato ragione....
Nelle continue ricerche per studiare nuovo materiale mi sono imbattuto nella ancor più fantomatica Tracciante / Perforante lo studio della quale mi ha confermato della bontà delle ipotesi sin ora espresse
Come e possibile notare a colpo d'occhio si tratta di due cartucce esternamente praticamente identiche (se si esclude naturalmente la colorazione). Anche i marchi sono identici come pure la data di fabbricazione, fatto questo che avvalora ancor più le ipotesi sin qui descritte.

 

Breda Mod. G Tracciante
Breda Mod. G Tracciante/Perforante
   
La differenza consiste nella struttura interna delle palle. Mentre per la prima ci troviamo di fronte ad una tracciante nel secondo caso è presente anche un nucleo in acciaio utile alla perforazione del bersaglio. La colorazione verde smeraldo presente poi nella tracciante perforante toglie ogni qualsivoglia dubbio fosse rimasto sulla sua provenienza. Si tratta infatti del medesimo colore utilizzato dagli Austriaci per similari tipi di palla (i tedeschi adottavano il nero).
Anche il profilo rastremato verso la base ha finalmente una spiegazione, non si trattava come supposto inizialmente di un motivo legato alla balistica della palla. Se si considerano le dimensioni si potrà notare che per evidenti problemi di standardizzazione furono adottati i tracciatori della 7,92 mauser, ragion per cui l'unico sistema possibile per un suo inserimento fu quello di restringere la palla nella sua parte terminale.
Resta un mistero se il modello Tracciante/Perforante abbia mai passato la fase prototipica il suo ritrovamento è infatti estremamente raro
 
 
Nuovo aggiornamento 2008
Inoltre da un carissimo collaboratore mi è giunta copia di un documento proveniente da archivi Tedeschi che testimonia la produzione......e persino il costo...
 
 
 
 
Nuovo aggiornamento Ottobre 2018

E invece eccoci ancora qui, da documentazione ufficiale del Ministero della Guerra datato 1941 abbiamo la denominazione "ufficiale" della cartuccia

CARTUCCIA TRACCIANTE CALIBRO 8 MODELLO 41
Nello stesso è confermato il fatto che venne prodotta dalla Otto Eberhardt Patronenfabrik, Gustloff Werke A.G. (ex Hirtemberger) A questo punto non venendo menzionato appare molto probabile che  il modello Tracciante/Perforante nonabbia mai passato la fase prototipica.
 
 
 

Bibliografia

  • AA.W, Small-caliber ammunition identification guide, a cura dello U.S. Army - Army Material and Readiness Command
    - Foreign science and tecnology center, 1978, vol. 1 e 2
  • Ruggero Filippo Pettinelli, Armi portatili e munizioni militari Italiane 1870-1998, Gaspari Editore, 2002
  • Rivista Armi e Tiro numeri 04-05-06 del 2005
  • Josef Mötz " Österreichische Militärpatronen" Band 1 & 2 (cartucce militari austriache vol. 1 & 2) Verlagsbuchhandlung Heide STÖHR,
    Lerchenfelderstr. 78-80, A-1080 WIEN

 

Come è fatta una cartuccia

   
 
ultimo aggionamento 22.09.202013

 

Il termine cartuccia deriva dalle parole 'carta' e 'cartoccio' e fu coniata nel periodo precedente l'avvento del munizionamento metallico quando, la polvere usata per caricare le armi ad avancarica, era contenuta in piccoli involucri di carta che a volte contenevano la stessa palla . Attualmente una moderna cartuccia metallica, è costituita da vari elementi di base.

 

In questo capitolo elenchiamo i principali così da permettere anche ad un neofita di riconoscerne le varie parti componenti:

Il proiettile chiamato comunemente palla è costruito in lega di piombo e nelle cartucce militari è di norma ricoperto da una blindatura.

 

Nel caso invece di munizioni ad uso civile quest'ultima generalmente può essere di tre diversi tipi:

•  in lega di piombo

•  in lega di piombo ricoperta da blindatura

•  con mantello in rame

 

Esistono poi palle di diverse dimensioni e forme, questo a causa delle diverse esigenze a cui dovranno andare in contro durante il loro utilizzo (difesa, caccia, tiro sportivo, uso militare, ecc.).

 

La palla è trattenuta nel bossolo, che generalmente è in ottone, attraverso la sua base che è inserita nel collo o colletto.

 

Anche il bossolo può avere diverse forme, le più utilizzate sono:

1) cilindrico (con pareti più o meno dritte es. 303 British)

2) a bottiglia (serve a contenere più polvere a parità di calibro es. 7,62 NATO)

 

Nel caso di bossolo a bottiglia tra il collo e il fianco esiste una parte di congiunzione denominata spalla . All'interno del bossolo è contenuta la carica di lancio che serve al lancio della palla (si è escluso il caso di bossolo formato dalla polvere stessa in quanto si tratta di un tipo ancora in fase largamente sperimentale e non ancora ufficialmente adottato)

 

La base del bossolo è denominata testa ed è la parte più rinforzata. Essa a sua volta è costituita da:  

•  un fondello

•  una scanalatura che serve all'estrattore per estrarre il colpo esploso nel caso di munizionamento destinato ad armi automatiche o semi-automatiche.

 

Al centro della testa esiste un foro che accoglie l'innesco ( o primer), questo foro comunica poi con la camera del bossolo attraverso un'apertura chiamata condotto di fiamma o focone .  

 

Tipi di fondello

Esistono vari tipi di fondello che distinguono il tipo di cartuccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Rimmed
 
Semirimmed
     
Si tratta di un fondello con un collarino sporgente. Sono semplici da costruire e hanno una buona resistenza. Nel presente sono utilizzati prevalentemente nei revolver, o nelle armi lunghe a colpo singolo dato che questo tipo di bossolo non è adatto ad armi automatiche o semiautomatiche. Questo a causa dell'interferenza che si crea tra i collarini sporgenti al momento del caricamento nel caso in cui siano usati da caricatore. Tipici esempi di questo tipo di munizione sono il 303 British, l' 8x56 R Mannlicher ed il 38-200.  
 
Valgono le stesse considerazioni esposte per il modello Rimmed, dato che si tratta di una sua evoluzione.Tipici esempi di questo tipo di munizione sono il 6x62 R Fréres ed il 38 SPL .    
     
     
     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Rimless
Rebated Rimless
Belted Rimless
     
 
Il collarino non sporge ed hanno una scanalatura che permette l'inserimento dell'unghia dell'estrattore sulle armi automatiche. Si tratta del tipo che attualmente è maggiormente utilizzato, soprattutto in campo militare. Tipici esempi di questo tipo di munizione sono il 7,92x57 Mauser tedesco, il .30-06 Americano ed il 9x19 Parabellum Tedesco.
 
 
Hanno un fondello di dimensioni inferiori a quelle del bossolo. Durante la seconda guerra mondiale venivano utilizzati in diversi tipi di munizionamento utilizzato dalle armi di bordo dei caccia Tedeschi. Un tipico esempio di questo tipo di munizione è l'italiano 8 mm Breda
Come spiegato dallo stesso termine inglese si tratta di munizioni con una cintura di rinforzo che irrobustisce la parte inferiore del fondello. Sono utilizzate di norma in cartucce di grosso calibro che sviluppano alte pressioni. Tipici esempi di questo tipo di munizione sono il 458 Win. Mag. ed il .300 Win. Mag. Americani
 
 

Tipi di palla

Anche le palle come i bossoli a loro volta si suddividono in diverse tipologie. Qui di seguito elenchiamo alcune tra le più conosciute per facilitare il riconoscimento:

 

FMJ

Full Metal Jacket

LTC

Lead Truncated Cone

JFP

Jacketed Flat Point

Proiettile incamiciato o blindato

 

 

Proiettile di piombo a forma tronco-conica

 

 

 

Proiettile semicamiciato a punta

in piombo rotonda scoperta,

soffice (spesso usato per caccia)

 

 

JHP

Jacketed Hollow Point

HSP

Hollow Soft Point

WC

Wad Cutter

 

Proiettile incamiciato a punta cava. Vietato

 

Proiettile blindato con punta in piombo

Proiettile completamente in piombo a punta piatta

 

PHP

Plated Hollow Point

SJHP

Semi-Jacketed Hollow Point

SWC

Semi Wad Cutter

 

Proiettile di piombo galvanizzato

( la cui superficie è ricoperta

di una patina metallica di rame)

a punta cava.

 

Proiettile semi-incamiciato a punta cava. Vietato

 

 

Proiettile di forma cilindro-conica e punta piatta

(simile al tronco-conico ma meno appuntito)

 

 

JFP

Jacketed Hollow Point

SJFP

Semi-Jacketed Flat Point

LRN

Lead Round Nose

 

 

 

Proiettile di piombo ad ogiva di forma tonda

 


Cartridges Models & Types

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

Italian

8x19 Roth-Steyr rev. 01.02.2021 8Steyfiocchi1918z
8x27 R Lebel 1892 rev. 01.02.2021

9 M.34 (9x17 Brow.pre 1945

rev. 18.01.2025
9 M.34 (9x17 Brow.post 1945
rev. 22.02.2022
9x17 Frommer rev. 01.02.2021
9x19 Glisenti rev. 27.12.2020
9 M38 (9x19 Para) rev. 04.04.2022
9 M38 e 9 Para post 1945 rev. 19.12.2022
9x23 Steyr rev. 01.02.2021
9x25 Mauser Export rev. 10.11.2025
10,4 Ordinanza Italiana rev. 06.04.2025
.45 ACP  (11,45x23) rev. 05.10.2018

0.30 M1 (7,62x33)  rev. 05.01.2019
6,5x52 mm M.91 e M.91-95
rev. 39.08.2022
La cartuccia a pallottola 7,35 rev. 05.10.2018
Le 7,62 NATO Italiane
rev. 15.09.2025
 30.06 (7,62x63) post 1945 rev. 24.08.2022
7,7x57R Breda-Safat rev. 02.03.2025
.303 British Italiani post 1945 rev. 25.02.2016
7,9 Mauser Italiane pre '45 rev. 02.03.2025
7,9x57 Mauser Ita. post 1945 rev. 12.04.2020
8x42 Brixia rev. 05.10.2018
8x50 R Lebel Italiane rev. 05.01.2024
8 x 50 R Mannlicher Italiane rev. 28.12.2020
8 x 59 RB Breda rev. 10.11.2018
9,5x60R Mauser Turco rev. 05.10.2018
10,4 x 47R Vetterli rev. 05.12.2025
       
12,7x81SR Breda rev. 08.11.2022