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Come già accaduto in passato è solo grazie alla lungimiranza e correttezza di un collezionista Francese che sono i grado di mostrarvi  le foto riguardanti una scatole destinata a contenere Cartucce a pallottola 7,35 per fucili e moschetti. In questo caso la particolarità consta nell'etichetta posta nella parte superiore. Analizzando l'etichetta ci si accorge immediatamente che si tratta di una tipica etichetta per cartucce di preda bellica tedesca.

La scritta  sull'etichetta indica come contenesse cartucce calibro 7,35 di origine italiana (i).

nella seconda riga la scritta "Leferung verschieden" specifica, come da standard, che la cartuccie erano di diversa provenienza (di diversi stabilimenti). 

Gewehr 231(i) Ex "Fucile Mod 38 7,35cal" - Calibro 7,35mm

   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

 

   
 

Interessante scatola destinata a cartucce per tiro ridotto (2 tipo) per armi 91. Va fatto notare che oltre al lotto è segnalata anche la matricola relativa alla partita. Altra particolarità è che il lotto, pur essendo stato prodotto nel 1966, è stato revisionato nel secondo semestre del 1969.

Nella parte posteriore compaiono le  "NORME DA OSSERVARSI" in caso di utilizzo
 
 

 

Anche questa volta grazie alla disponibilità dell'amico Bill Woodin e alla collaborazione del suo Woodin Laboratory siamo in grado di mostrarvi una cartucci praticamente sconosciuta in Italia

 
Si tratta di un bossolo già utilizzato in acciaio verniaciato la cui "notevole" particolarità consiste nel fatto che il marchio presenta a ore 12 la scritta N.A.T.O. mentre a ore 6 è impressa la data del lotto in forma estesa 1.4.52
     
La foto a destra è stata trasformata in negativo per poter leggere estesamente la data di produzione 1.4.52
     

Allo stato attuale delle nostre conoscenze non è possibile sapere quale stabilimento si sia incaricato della produzione.

A ragion di logica è possibile ipotizzare che si tratti o dello Stabilimento Pirotecnico di Capua, o della Società Metallurguca Italiana (SMI) In quanto uniche due aziende che producevano tale calibro in quello specifico momento storico.

 
 

Se da un lato parrebbe inverosimile che l'Esercito per una tiratura sicuramente ridotta che potrebbe, come poi è stato, non avere avuto una successiva produzione di serie abbia demandato la costruzione ad un contraente esterno quale sarebbe stata la SMI di Campo Tizzoro, dall'altro occorre fare notare che in quel periodo l'unico produttore che stampasse bossoli in acciaio era la proprio la Società Metallurguca Italiana

Va detto inoltre che l'ipotesi di una produzione per un eventuale adozione si basa oltre che sul marchio N.A.T.O., che non avrebbe senso in una produzione di seri dato che la cartuccia non è mai stata adottata in ambito all'Alleanza Atlantica e dalla data che corrisponderebbe al periodo in cui furono effettuati gli studi che portarono, alla fine degli anni '50, all'adozione del 7,62x51 come calibro ufficiale della NATO
 
Restiamo naturalmente aperti ad ogni eventuale eventuale chiarimento o documentazione che ci possa permettere di chiarire definitivamente la storia di questo particolare modello di cartuccia.

 

Scatola  per “N°25 CARTUCCE C° 9  MOSCHETTO S.C.T.T.” la prova di un ipotesi.

 
Luglio 2015, tutto nasce da un situazione fortunata, che qualche volta accade.

Scorrendo un asta on-line potuto notare un lotto di scatolette vuote per calibri corti, tra queste controllando con attenzione mi aveva colpito una presumibilmente Fiocchi con un etichetta atipica, per cui tentai l’acquisto del lotto, riusciendo fortunatamente ad aggiudicarmelo.

 
 
Appena ricevuto e aperto il pacchetto mi sono accorto che la scatoletta che mi aveva incuriosito era, come supposto, dalla fattura, sicuramente Italiana e della Fiocchi ma la cosa che balzava agli occhi era l’etichetta apposta successivamente al confezionamento. 
Si trattava di un foglietto, tagliato perfettamente, di dimensioni leggermente più strette della grandezza del coperchio e non dava l'impressione di un etichetta posticcia attaccata da un privato, ma che fosse stata creata appositamente.
Ma parte più interessante era un' altra, consisteva nella scritta fatta con una macchina da scrivere e che testualmente cita: 
 
 
  

E stata proprio la scritta S.C.T.T. ad aprire uno dei cassetti, dimenticati nella mia memoria e a farmi ricordare una storia riguardante la rara cartuccia 9x25 Mauser Export prodotta dalla Fiocchi negli anni ‘40

Per chi non conoscesse faccio un breve riassunto sulla storia di questa munizione.

Per molti anni si è creduto che le 9x25 Mauser Export Fiocchi fossero state prodotte in aiuto dell’alleato Ungherese anche se alcuni studiosi Italiani, tra cui il sottoscritto, avevano seri dubbi su questa versione dei fatti anche perche gli esemplari reperiti non provenivano da quella zona

Ma la cosa che più lasciava perplessi gli esperti era il marchio impresso sulla cartuccia Fiocchi, dato che, fino ad oggi, nessuna cartuccia costruita, in quel periodo, da questo stabilimento riportava marchi diversi da quelli ufficiali che comprendevano la sigla dello stabilimento (G.F.L.) il calibro (9), il modello (M38) e naturalmente la data (1943).Era veramente “strano” che una fornitura militare “ufficiale” fosse stata effettuata senza avere approntato un marchio ad hoc ma utilizzando  quello approntato per la sorella minore 9 M38
La supposizione che il suddetto materiale fosse stato  costruito per l’Ungheria, per alcuni autori, derivava principalmente dal fatto che oltre ai reparti Tedeschi, in quel periodo, il maggiore utilizzatore di quel calibro era proprio quella nazione, questo unito al fatto che già in precedenza l’Italia aveva fornito materiale bellico all’alleato.

Per contro non esisteva nessuna prova che potesse confermare tale ipotesi.

Poi nel 2009 l’amico Pettinelli propose una nuova spiegazione  che personalmente reputai, per i dubbi sopracitati, come la più probabile per spiegare il sino ad allora irrisolto "mistero".

Tutto partì grazie al ritrovamento di un esemplare di Scotti OM42, un mitra che nelle intenzione del costruttore (il “mitico” Scotti) doveva essere camerato per il 9x25 Mauser Export. E' probabile quindi che data l'esiguità della richiesta di munizioni per potere effettuare le prove dell'arma il progettista abbia chiesto alla Fiocchi di produrre uno o più lotti modificando la lunghezza del bossolo di alcune 9 M38 senza variare il punzone originario, ottenendo  così un abbassamento dei costi di produzione.

 

 

Purtroppo però, come spesso accade negli studi oplologici, mancavano delle prove tangibili o dei documenti che comprovare l'ipotesi.

E qui forse ci è arrivata in aiuto la confezione da me reperita 

 

Studiando attentamente la scatoletta, che come detto precedentemente è di fabbricazione standard oltre all'l'etichetta costruita con attenzione, ma no.n stampata,,la cosa che colpisce è la fascetta laterale che è rovesciata e risulta essere simile a quella delle confezioni Fiocchi civili dello stesso periodo 

 
 

Le dimensioni inoltre sono perfettamente compatibili con la 9x25 Mauser Export che è di 6 mm più lunga delle 9 M38 da cui, come abbiamo abbiamo detto la nostra cartuccia è direttamente derivata.

E' molto probabile quindi che si siano state adattate delle scatole presistenti,  costruendo delle etichette "a mano" data l'esiguità dei pezzi prodotti

 

   



 

 

Luglio 2021, a distanza di sei anni esatti pubblico questo scritto che avevo lasciato in sospeso sperando di ottenere nuove prove a sostegno.

Per un altro caso fortuito corrispondendo con un collega Statunitense esperto in cartucce giapponesi, ho ricevuto delle foto della sua meravigliosa collezione comprendente parecchiem scatole, tra le quali alcune italiane.

Credo possiate immaginare la mia sorpresa, sfogliando le foto, nel vedere che, anche lui, possedeva una scatola gemella di quella in mio possesso. 

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Dopo averlo immediatamente consultato, in merito al contenuto della stessa venivo, a sapere che era ancora piena e finalmente avevo la conferma di quanto ipotizzato anni fa: le cartucce erano tutte delle 9 Mauser Export Italiane marchiate G.F.L. 9.M38.

Era la prova tanto attesa...

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Resta solo da capire perche fu usata la scritta S.C.T.T. Certo è che la corrispondenza, dopo avere tolto le vocali, con il cognome Scotti è sicura.
Ma perché abbreviare il nome togliendo le vocali? ...Un altro mistero che probabilmente resterà irrisolto…

 

 21.12.2020

Devo, doverosamente iniziare questo articolo citamdo l'amico Lewis Curtis.

Il Major General Lewis E. Curtis III, molto noto nell'ambiente collezionistico oplologico essendo, molto probabilmente il maggior esperto mondiale sul calibro 9x19, per chi non lo conoscesse è stato un alto ufficiale dell'USAF,  laureato in ingegneria, che prima di ritirarsi a meritata pensione dirigeva il Centro logistico aeronautico di San Antonio, Comando materiale dell' Air Force, presso la Kelly Air Force Base, Texas.

E' solo grazie al suoi aiuto che siamo venuti a conoscenza di alcuni esemplari estremamente interessanti di 9 M38 Italiani prodotti sia durante e poco dopo il periodo bellico.

Come accaduto in altre occasione è solo grazie a collezionisti di questo valore, capaci oltretutto di condividere le informazioni senza remore, che siamo in graddo di rimpire i "vuoti" presenti nella storia riguardante la produzione Italiana di munizionamento.

     
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I primi due esemplari mostrati sono relativi a due cartuicce 9 M38 (9x19) Italiane con caricamento da prova forzata, che presentano un fondello colorato interamente di rosso. E interessante fare notare che le due cartucce, entrambe appartenenti alla collezione di Curtis presentano due modelli diversi di palla.

A certificazione sono conosciuti altri esemplari di questo tipo.

 
   
  Passiamo ora ad un altro interessante esemplare. 

In questo specifico caso la cartuccia mostrata è un esemplare Italiano di 9 M38 prodotto dalla L.B.C. Questa cartuccia, in origine, era prodotta con palla ramata ed era priva di qualsiasi marchio, fortunatamente sono state recuperate scatole, sia del '44 che del '45, che ne certificano la provenienza, ignoto il periodo esatto di produzione.

Gia ad un primo sguardo appare evidente la sostituzione della palla originale.

Fa parte sicuramente di una produzione post bellica, effettuata con vari componenti Italiani e Tedeschi. Questa produzione unitamente a cartucce di rimanenza di lotti Tedeschi fu inscatolata dal Pirotecnico dell'Esercito di Capua, nel primissimo dopoguerra. Per distinguerle la punta della palla  venne dipinta di bianco.

   
 

Nelle collezioni Statunitensi esistono diverse cartucce, alcune sicuramente provenienti da quella Grimaldi, che attestano questi riassenblaggi,

 

I primi due esemplari mostrati ci fanno vedere due cartucce, con bossolo in ottone, prodotte dal Regio Pirotecnico di Capua nel 1943.

 

Mentre la prima monta una palla m.E. Tedesca la seconda mostra una palla della stessa nazionalità, ma di tipo SE di colorazione nera.

 

La terza mosta invece un bossolo Fiocchi del 1944 con palla Tedesca di tipo m.E.

 

I pesi riscontrati dimostrano la provenienza certa delle palle.

Le prime due appartengono alla collezione "Dick Manos"


   
  Ed ecco un altro, interessante, esemplare. Questa volta si tratta di un SE Tedesco in condizioni originali anch'esso "revisionato" e contraddistinto dalla solita punta della palla bianca
     
xx Qui a lato, mostriamo la fotocopia di una scatola dell'epoca, appartenente all'ex collezione Grimaldi, che testimonia questa operazione.

 

Purrtroppo, ad oggi, è invece sconosciuta la tipologia il di questi due esemplari con punta della palla colorata in nero

 

Il primo esemplare mostra una 9 M38 Fiocchi del 1948 con palla con mantello "non magnetico" da 115 gr (Fiocchi in ottone nichelato ?)

 

Il secondo una BPD del 1952 con palla con mantello "magnetico" da 116 gr 

 
     

Da non confondere invece con i precedenti, questo esemplare da esercitazione BPD del 1952 che al pari del fratello maggiore in calibro .303 presenta una palla vuota con punta bianca e un innesco inerte del tipo denominato "ringed primer" per la presenza di un anello impresso sullo stesso. La produzione molto probabilmete fu allestita per l'estero.

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